Fratelli Carli / Museo dell'Olivo Carlo Carli / Il Percorso del Museo
Il percorso
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Diciotto sale, diciotto tappe di un emozionante viaggio alla scoperta del mondo dell'olivo. da oltre 7.000 anni questa nobile pianta e i suoi preziosissimi frutti fanno parte della vita dell'uomo.
Partendo dalla civiltà dell'olivo del quarto e terzo millennio a.C. si arriva ai giorni nostri in un percorso che stupisce e incuriosisce tutti i visitatori, sala dopo sala.
Opere d'arte, rari reperti archeologici e filmati accompagnano alla scoperta dei passaggi più affascinanti di questa incredibile storia.
SALA 1 - LEGGENDA E STORIA DELL'OLIVO
Una voce narrante e alcuni importanti reperti, tra i quali la sezione di un tronco fossilizzato di un olivo selvatico di 12 milioni di anni fa, ci aprono le porte e ci indicano il cammino per scoprire le sorprendenti vicende che, da oltre 7.000 anni, legano l'uomo all'olivo e all'olio nel bacino del Mediterraneo.
SALA 2 - BOTANICA E OLIVICOLTURA
In questa sezione sono illustrate alcune delle caratteristiche botaniche della pianta, in uno scenario dominato dalla presenza di un oliveto pensile che arricchisce l'esposizione di antichi attrezzi agricoli utilizzati dai contadini del passato.
SALA 3 - I DONI DELL'OLIVO
Luce, cosmetici, condimento, calore e tanto altro: tutti doni dell'olivo e dei suoi frutti.
In questa sala sono esposti alcuni degli oggetti che l'uomo ha inventato nel tempo per utilizzare al meglio quanto offerto da questa preziosa pianta. Unguentari, lumi, bracieri, recipienti per oli medicamentosi... esponiamo doni che furono scoperti, dimenticati e riscoperti in epoche e luoghi diversi.
In foto: Guttus a vernice nera, Italia meridionale, 400-200 a.C..
SALA 4 - IL VIAGGIO DELL'OLIO E DELL'OLIVO
Nell'antichità l'olio veniva trasportato nelle anfore oppure contenuto in preziosissimi vasetti. Navigatori orientali prima e poi Fenici, Micenei e Greci, commerciavano l'olio d'oliva e gli unguenti profumati. Grazie a questi contatti, le antiche popolazioni delle regioni costiere scoprirono le straordinarie virtù dell'olio d'oliva e impararono le tecniche di coltivazione dell'olivo.
"Il Mediterraneo finisce dove finiscono gli alberi di olivo".
SALA 5 - L'ORIENTE. INIZIO DEL VIAGGIO
L'olio iniziò il suo viaggio da Tiro di Fenicia, protetto dal Dio Melqart, più tardi identificato con Ercole. A bordo delle navi oltrepassò lo stretto di Gibilterra e, a Cadice, un olivo di smeraldi, posto in un altro tempio di Melqart, segnava il punto di arrivo e la fine del Mediterraneo.
In questa sala si possono ammirare preziosi vasi in pietra e in pasta vitrea che garantivano la conservazione dell'olio nel corso di questi lunghi viaggi.
SALA 6 - LA GRECIA, LA TERRA DEGLI OLIVI SACRI
Nell'Atene classica l'olivo godeva di una considerazione eccezionale: l'albero piantato sull'Acropoli della dea Atena era il simbolo della città, ne incarnava la sopravvivenza e la prosperità. L'olivo giunse in Grecia in epoca antichissima: i molti reperti esposti e le scene raffigurate testimoniano quanto l'olio di oliva fosse presente e importante in ogni fase della vita degli antichi greci.
SALA 7 - L'ITALIA
L'olivo fece una prima timida comparsa in Italia 3500 anni fa e si diffuse ad opera dei mercanti fenici, cartaginesi e dei coloni greci soprattutto a partire dal VII a.C..
Nelle città italiche della Magna Grecia l'olio d'oliva era necessario per l'alimentazione, la cosmesi, i riti, l'illuminazione e la salute del corpo. Etruschi e Italici, in breve tempo, impiantarono oliveti e produssero olio d'oliva dando origine ad un commercio interno sempre più crescente.
SALA 8 - LA SPAGNA. LA FINE DEL VIAGGIO
L'olivo e i suoi preziosi frutti arrivarono sulla costa mediterranea e atlantica della Penisola Iberica nel VIII secolo a.C. ad opera dei mercanti fenici. Ceramiche, avori, gioielli, profumi e tutte le merci di lusso provenienti dall'Oriente servivano ad acquistare i metalli di cui la Spagna era ricca: rame, argento, oro.
Frammenti di anfore olearie, usate per il trasporto dell'olio proveniente dalla Penisola Iberica e dall'Andalusia, formarono a Roma una collina artificiale chiamata "Monte Testaccio". Ci viene svelato un monumento unico al mondo e anche uno straordinario archivio sull'entità del commercio oleario della Roma antica.
SALA 9 - OLIO PER LA BELLEZZA
Fin dagli albori della storia, gli oli profumati e gli unguenti preparati per la cura del corpo hanno spesso rivestito un ruolo di rilievo.
In questa sala troviamo alcuni esemplari degli innumerevoli contenitori per oli cosmetici che accompagnarono lo sviluppo delle civiltà mediterranee: sembrano ancora mantenere un riflesso della bellezza dei personaggi per il cui fascino furono creati. L'olio di oliva, del resto, è presente in molte delle più antiche ricette di prodotti cosmetici e unguenti preparati per donare e preservare la bellezza.
SALA 10 - LA NOSTRA LIGURIA
Dalle Alpi Liguri discendono le vallate che precipitano al mare: per utilizzarle è stato necessario un ciclopico lavoro di terrazzamento, costruendo dei muri per contenere la poca terra e solo così renderla coltivabile. Pietra su pietra, fascia dopo fascia, è nata la nostra Liguria. Furono gli antenati a costruire i circa 220,000 chilometri di muretti a secco del Ponente, secolo dopo secolo, dal mare fin su alla montagna.
Nella stessa sala possiamo inoltre vedere alcune lattine per l'olio di oliva che, dalla seconda metà dell'800, via mare, dalla nostra Riviera conquistò il mondo. Veniva confezionato in lattine litografate, variopinte e spesso fantasiose nei marchi e nelle decorazioni.
SALA 11 - LA DIETA MEDITERRANEA
Un filmato illustra la Dieta Mediterranea scoperta dalla scienza negli anni Cinquanta, ma antica di millenni. Una piramide alimentare dove l'olio di oliva non può mancare.
Il 16 novembre 2010 la Dieta Mediterranea è stata iscritta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.
SALA 12 - FRANTOIO A TRAZIONE ANIMALE, 1700
Questo tipo di frantoio era il più diffuso nei nostri territori perchè, essendo azionato dalla forza di un animale, poteva essere sistemato ovunque, persino nelle cantine delle case. Per questa sua peculiarità è anche chiamato "a bestia" o "a sangue". È costituito da una macina e una pressa in pietra e in legno.
SALA 13 - LA PRODUZIONE DELL'OLIO
Per ottenere l'olio la prima indispensabile operazione era la frangitura, seguita dalla pressatura. Vediamo qui esposti una serie di macchinari in legno, pietra o metallo necessari per la lavorazione delle olive.
Ottenuto l'olio bisognava quantificarlo: in età medieovale e moderna ogni centro urbano aveva specifici magistrati preposti alla conservazione e alla sorveglianza delle misure comunali. A Oneglia erano chiamati Rasperii e a Porto Maurizio Ministralis. Nella sala vi sono diversi esempi di pesi e misure.
In foto: Misura in marmo equivalente a un quarto di barile da olio
SALA 14 - FRANTOIO A TRAZIONE IDRAULICA, 1800
I frantoi idraulici sorgevano nelle località dove era possibile convogliare un corso d'acqua e quindi, molto spesso, lungo rivi e torrenti. Lavoravano maggiori quantità di olive e con più continuità. Vi sono qui esposti due frantoi fra loro collegati da ingranaggi e una pressa doppia.
SALA 15 - IL COMMERCIO OLEARIO
Durante le annate migliori i frantoi della Riviera Ligure di Ponente producevano oltre 400.000 barili di olio, ovvero oltre 250.000 quintali. L'olio doveva essere immagazzinato nel modo piu idoneo alla migliore conservazione, sia per il consumo locale, sia per l'esportazione. Le giare erano il contenitore più diffuso, conservavano la provvista d'olio delle famiglie, ma erano usate anche in magazzini e frantoi.
SALA 16 - RICOSTRUZIONE DI UNA STIVA DI NAVE ROMANA
In età romana l'olio di oliva era uno dei prodotti più necessari alla vita quotidiana: i grandi centri urbani, Roma in particolar modo, venivano riforniti grazie a immense flotte che partivano dalle provincie olearie per raggiungere i vari porti dell'Impero.
Qui vediamo la fedele ricostruzione di una stiva di nave oneraria con il suo carico di anfore, il contenitore da trasporto per eccellenza. La forma particolare ne facilitava lo stivaggio in ordini sovrapposti e quindi le rendeva particolarmente idonee per la navigazione.
SALA 17 - L’OLIVO, ALBERO DIVINO
L'olivo è il simbolo del Mediterraneo per antonomasia. Le sue fronde simboleggiano la pace, l'onore, la vittoria, proteggono i supplici e gli ambasciatori.
Il suo olio misto a balsamo unge i Re, i Profeti, i Sacerdoti e i Vescovi. Nell'Oriente antico, nelle religioni del mondo classico, per la fede cristiana, ebraica e musulmana, gli olivi e l'olio di oliva sono il tramite tra l'umano e il divino.
SALA 18 - LE COLLEZIONI DELLA FAMIGLIA CARLI
Dal Mondo Antico attraverso i secoli del Medioevo e sino all'età moderna, la storia dell'uomo e dell'olivo si sono intrecciate nel Mediterraneo. Due oggetti possono essere considerati il simbolo di questa vicenda: i lumi a olio e le oliere. Dalla loro collezione è nata una raccolta di storia, usi, tecniche di coltura e lavorazione, commerci, riti, poesie e opere d'arte che si possono qui ammirare come splendida chiusa di questo viaggio nel mondo dell'olio.