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Il nuovo Frantoio: una produzione sempre più sostenibile
Scopri come nasce un olio Evo, grazie a un processo rinnovato che unisce esperienza, tecnologia e sostenibilità.
Il nuovo Frantoio: una produzione sempre più sostenibile
Scopri come nasce un olio Evo, grazie a un processo rinnovato che unisce esperienza, tecnologia e sostenibilità.
Come nasce un olio Evo
Come nasce un olio Evo
1. Raccolta e arrivo in olivaio
Le olive conferite dagli olivicoltori arrivano in cassette, che vengono svuotate nella defogliatrice. Una volta defogliate, le olive vengono raccolte e pesate direttamente all’interno dei bins.
Non vengono più movimentate manualmente, ma trasferite tramite transpallet direttamente alla macchina di carico.
Questo sistema riduce i passaggi manuali e consente agli operatori di concentrarsi sul controllo e sulla gestione del processo.
2. Lavaggio
Dalla macchina di carico (“Gira Bins”), le olive passano alla lavatrice, dove vengono lavate con acqua a temperatura ambiente.
L’acqua rimuove terriccio, polvere, foglie e piccoli rametti, assicurando che solo olive perfettamente pulite entrino nelle fasi successive.
3. Frangitura
Le olive pulite vengono convogliate nel frangitore a coltelli in acciaio inox, che lavora a circa 2.800 giri al minuto con una potenza di 30 cavalli.
Questo sistema sostituisce le antiche molazze e consente di frangere le olive in pochi minuti, riducendo sensibilmente i tempi di lavorazione.
Il risultato è una pasta omogenea, pronta per la fase di gramolatura.
4. Gramolatura
La pasta di olive viene mescolata lentamente e in modo continuo da una vite senza fine, all’interno di una vasca a temperatura controllata (mai superiore a 26°C).
Durante i circa 40 minuti di lavorazione, le minuscole gocce d’olio si aggregano in gocce più grandi, facilitando la separazione della parte oleosa.
Il frantoio dispone di 4 gramole, ciascuna con una capacità di 700 kg.
5. Separazione tramite decanter
Terminata la gramolatura, la pasta passa al decanter, una centrifuga orizzontale che lavora a circa 4.000 giri al minuto.
Il decanter separa i diversi componenti in base al loro peso specifico, dividendo l’olio dal resto della pasta.
Il nuovo sistema a due fasi non utilizza acqua (rispetto a decanter di vecchia generazione) e non produce scarti, ma sottoprodotti riutilizzabili.
6. Centrifugazione finale
L’olio estratto passa a una centrifuga verticale, che elimina le ultime tracce di acqua rimaste.
Per facilitare il processo viene aggiunto circa un litro d’acqua al minuto.
Al termine, l’acqua viene completamente eliminata: il risultato è un olio puro, limpido e stabile, pronto per le analisi di qualità.
7. Analisi e conservazione
L’olio ottenuto viene analizzato direttamente in frantoio per verificarne l’acidità e le caratteristiche organolettiche.
Successivamente viene conservato in silos di acciaio inox.
Sotto il locale di produzione sono presenti quattro silos di stoccaggio.
8. Gestione dei sottoprodotti
Dal decanter, la parte non oleosa della pasta (sansa) viene raccolta in una vasca sottostante e trasferita al denocciolatore, dove avviene la separazione tra nocciolino e sansa liquida:
- Nocciolino: prodotto asciutto, pulito e non inquinante, utilizzato come fonte di riscaldamento. Ha un potere calorico più alto rispetto al pellet.
- Sansa liquida: inviata a ditte specializzate per la produzione di biometano.
In questo modo nulla viene sprecato: ogni fase della lavorazione contribuisce a un modello produttivo circolare e sostenibile.
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